THE ALAN PARSONS PROJECT
(a cura di Mario Solimene - collaborazione di Marina Mazzucato nelle traduzioni)
The Alan Parson Project è uno dei protagonisti preferiti della mia discografia personale, ed a loro dedico questa mia semplice pagina.

BREVE STORIA:

Alan Parson nasce 'dietro le quinte' nei primi anni '70 lavorando nei leggendari studi di Abbey Road in Londra, facendo l'assistente di produzione. Ha lavorato nelle produzioni per personaggi famosi, tra cui Paul Mc. Cartney ed i Pink Floyd. Con questi ultimi, ha avuto l'onore di aggiudicarsi un premio 'Grammy' come co-produttore musicale dell'album "Dark side of the moon"! Si affermerà come valido produttore anche per Al Stewart, Cockney Rebel, Pilot ed altri. Successivamente, decide di rifiutarsi di continuare a lavorare produzioni per altri, finchè non incontra Eric Woolfson. Insieme, condividendo il fascino per films e storie horror, iniziano una collaborazione che li porterà presto al successo. Le esperienze precedenti ed i contatti con musicisti e vocalist, aiutarono Alan a formare il gruppo, il cui nucleo strumentale era composto dai Pilot; Eric vocalist e scrittore principale delle canzoni, Alan il musicista... Negli anni '80 i maggiori successi, con gli albums "Eye in the sky" (1982), "Ammonia Avenue" (1984), "Vulture Culture" (1985). Nel 1985 arriverà anche l'album "Stereotomy", il primo ad essere inciso su cd, e che introduce una novità importante: una nuova 'voce', ossia Gary Brooker (il cantante dei Procol Harum), che interpreterà "Limelight". Questo provocherà l'uscita di scena di Eric Woolfson, con la loro l'ultima produzione del 1987, con l'album Gaudi, dedicato al famoso architetto spagnolo, autore della grande opera cattedrale 'La Sagrada Familia' di Barcellona; la canzone omonima fu un ottima occasione per il cantante John Miles, vocalist d'eccezione... Con Gaudi si chiude l'era Parson-Woolfson... negli anni '90 continuerà l'esperienza del Project... ma è un'altra storia.



(Eric Woolfson e Alan Parson)

TESTI (traduzioni in italiano):

Ecco le traduzioni in italiano di tre canzoni, tra le più belle, secondo me...

TIME
(Il tempo)

(from "The turn of a friendly card") (1979)

Il tempo, scorrendo come un fiume il tempo, facendomi accenno chi sa quando ci incontreremo ancora se mai. Ma il tempo scorre sempre come un fiume verso il mare. Arrivederci amore mio, forse per sempre arrivederci amore mio, la corrente mi attende chi sa quando ci incontreremo ancora se mai. Ma il tempo scorre sempre come un fiume (senza sosta) verso il mare, verso il mare. Finchè sarà andato per sempre andato per sempre, andato per sempre. Arrivederci amico mio, forse per sempre arrivederci amico mio, le stelle mi aspettano chi sa dove ci incontreremo ancora, se mai. Ma il tempo scorre sempre come un fiume (senza sosta) verso il mare, verso il mare. Finchè sarà andato per sempre andato per sempre per sempre.

(Mario Solimene, 14/3/99)
OLD AND WISE
(Vecchio e saggio)

(from “Eye in the sky”) (1981)

Per quanto i miei occhi possono vedere, ci sono dei timori che si avvicinano a quelli che ho vissuto. Ho voluto conoscerti, hai sempre condiviso i miei profondi pensieri mi segui dove vado. E, oh, quanto sono vecchio e saggio le parole amare significano poco per me. I venti autunnali soffiano verso di me ed un giorno nella foschia del tempo, quando mi chiesero se ti conoscevo ho sorriso e detto che sei stato un mio amico e la tristezza voleva dissiparsi dai miei occhi. Oh quanto sono vecchio e saggio per quanto i miei occhi possano vedere ci sono dei timori che mi circondano e quelli che rivivo. Voglio sapere tutto hai sempre diviso con me i momenti difficili, mi mancherai quando andrò. E oh, quanto sono vecchio e saggio quante parole pesanti mi lanciarono e mi soffiarono come i venti autunnali soffiano verso di me, ed un giorno nella foschia del tempo, quando ti chiederanno se mi hai conosciuto, ricordati che sei stato un mio amico poichè il sipario finale si abbassa davanti ai miei occhi. Oh, quanto sono vecchio e saggio, per quanto i miei occhi possono vedere...

(Mario Solimene, 06/10/90)
LIMELIGHT
(Alla ribalta, in vita)

(from “Stereotomy”) (1985)

Vedo il bagliore di un sole lontano, lo sento dentro. Forse questo giorno può essere l'unico. Sento il tumulto di una folla lontana. Mi stanno aspettando, chiamando il mio nome, gridando forte. Attendere non è sempre facile, non cambierò la mia idea. Ribalta eri tutto quello che avevo sempre voluto. Da quando è cominciato tutto. Ribalta splendi su di me dicendo al mondo chi sono. Ribalta non lasciarmi scivolare completamente fra le tue dita. La strada è lunga per cadere. Dopo anni di attesa, mostrerò loro tutto. Vedo il mondo sotto una luce diversa. Ora è facile dire dove ho sbagliato, cosa ho fatto bene. Sento i colpi di un tamburo diverso, fammi fare tutto facilmente, tieni alta la mia testa, secondo a nessuno. Aspettare non è sempre stato facile. Niente potrà farmi cambiare idea. Ribalta eri tutto quello che avevo sempre voluto da quando tutto è cominciato. Ribalta che splendi su di me dicendo al mondo chi sono. Ribalta non lasciarmi scivolare completamente fra le tue dita. La strada è lunga per cadere. Dopo anni di attesa mostrerò loro tutto. Forse il ruolo non è facile, forse il prezzo è basso. Dopo anni di attesa mostrerò loro tutto.

(Marina Mazzucato, 16/10/2000)

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